Il relitto delle Tremiti

Rinvenute oltre 150 anfore del 30 a.C.

di Francesca CAPPETTI

     Nel I sec. a.C. un grande traffico di navi da carico occupava le acque del Mediterraneo. Rotta privilegiata era quella che dalle coste orientali giungeva sino in Puglia: olio, vino, salse di pesce erano i prodotti più richiesti nel territorio italico. Le tracce di questi scambi commerciali si serbano, ancora oggi, nei fondali marini. Un'importante ricerca archeologica subacquea fu effettuata nèl mare delle Isole Tremiti agli inizi degli anni ottanta. Molti i relitti identificati, ma purtroppo quasi tutti già depredati. Tra questi se ne è parzialmente scavato uno, in località Tre seghe, a circa 60 metri a Sud dell'isola di San Domino.  

Nell'immagine un'anfora da trasporto a due anse

     Il  relitto si trovava a 24 metri di profondità: violente correnti e forti venti, propri di questa zona, dovettero sorprendere l'imbarcazione, causandone l'affondamento. Le alte onde la spinsero contro gli scogli. E la barca veloce­mente calò a picco, adagiandosi sul lato destro. La nave proveniva dal Mediterraneo orientale; era lunga 20-24 metri e larga 5. La stiva conteneva all'incirca 900 anfore per una portata complessiva di 40-45 tonnellate. Dall'antico carico di anfore, si sono riportare in luce oltre 150 esemplari di forma simile alle Lamboglia 2. Esse erano sistemate su tre livelli (il puntale inferiore permetteva proprio l'incastro dei contenitori e dunque un più proficuo utilizzo degli spazi. Accanto ad essi si sono rinvenuti, inoltre, contenitori più piccoli e anforette per il trasporto di vino pregiato. In base. alle diverse tipologie di anfore e alla ceramica da mensa, utilizzata dall'equipaggio (di cui buona parte è stata recuperata), si è potuto datare il relitto agli inizi dell'età augustea, tra il 30 ed il 20 a,C.

Tratto da: Foggia & Foggia del 06.12.2000