Le origini

     Nell’epoca terziaria la parte settentrionale della Puglia era sommersa dal mar Adriatico. Ad emergere era soltanto il Promontorio Garganico che formava un tutt’uno con le Isole Tremiti e Pianosa.

     In seguito, forse a causa di un cataclisma o per l’azione erosiva del mare, le isole si distaccarono dal resto del Gargano, conservandone, però, le stesse caratteristiche: le cale, le caverne e persino la flora.

     In principio, probabilmente, le Tremiti costituivano un’unica isola, mentre successivi cataclismi la suddivisero nell’attuale arcipelago.

     A sostenere quest’ipotesi vi sono le testimonianze di diversi scrittori dell’antichità. Lo storico Scimmo di Chio, ad esempio, scrisse di una sola “Isola Diomedea” (antica denominazione delle Tremiti) quando narrò che l’origine del nome era dovuta al fatto che qui v’era stato sepolto Diomede.

     Due secoli dopo, invece, Strabone riferì che delle “due” isole diomedee, una era abitata, mentre l'altra era deserta.

     In seguito, il sommo poeta Virgilio accennò a “tre” isole, mentre successivamente Tolomeo porlò addirittura di “cinque” isole, aggiungendo forse alle tre grandi, lo scoglio del Cretaccio e quello della Vecchia.